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Castelleone di Suasa
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Museo Civico
Archeologico
"Alvaro Casagrande"
Palazzo Livia della Rovere
via
Ospedale, 7 - tel. 071 966524
19 marzo-30 giugno e 1 settembre-8 dicembre
sabato, domenica e festivi 15.30-19.30
1 luglio-31 agosto
16-20 domenica anche 10.30-12.30
chiuso il lunedì - 9 dicembre-18 marzo
aperto su prenotazione al numero 071 966524
Intero € 5,00; Ridotto Famiglia (due adulti + minorenni) €
10,00; Ridotto gruppi e convenzionati € 4,00; Cumulativo con Museo Civico di
Suasa e il Museo del Territorio di San Lorenzo in Campo € 7,00
Parco Archeologico di Suasa
stessi orari
Intero € 3,00; Ridotto Famiglia (due adulti + minorenni) €
6,00; Ridotto gruppi e convenzionati € 2,50; Cumulativo con il Parco
Archeologico di Suasa e il Museo del Territorio di San Lorenzo in Campo €
7,00
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la storia |

Il
palazzo Livia della Rovere (sec. XVI) di Castelleone di Suasa ospita questo museo
archeologico che costituisce però solo un tassello del percorso didattico messo
a punto negli ultimi anni dal “Consorzio città romana di Suasa” che raccoglie
diverse località della valle del Cesano, a pochi chilometri da Senigallia
(l’antica Sena), in qualche modo legate all’antica città di Suasa, sorta nel III
secolo a.Cr.
Il percorso
museale infatti prosegue idealmente con la visita al Parco Archeologico situato
a Pian Volpello, dove gli scavi avviati nel 1987 dagli archeologi
dell’Università di Bologna hanno portato alla luce i resti di una ricca domus
romana.
La
domus, di proprietà dei Coiedii autorevole famiglia di rango senatorio, è
situata nei pressi del foro di Suasa, non lontano dai ruderi di un anfiteatro di
grandi dimensioni, ancora visibile. La città si era estesa lungo il tratto
dell’antica strada che univa Sena Gallica con Roma attraversando il valico
appenninico di Colfiorito ben prima che fosse costruita la via Flaminia, con un
territorio che si estendeva fin verso un’altra importante città romana, Sentinum
(oggi Sassoferrato) dove i Galli Senoni erano stati sconfitti nel 295 a. Cr.,
data che segnò l’inizio della colonizzazione romana.
L’itinerario si conclude a San Lorenzo in Campo, in un altro palazzo Della
Rovere (che ci riporta nell’ambiente del Ducato di Urbino del quale questi
territori, compresa Senigallia e Corinaldo, fecero parte sino alla sua
devoluzione alla Stato della Chiesa nel 1631), dove è allestito il museo di
questa area (“Museo Archeologico del territorio” che ne documenta le
modificazioni fino alla tarda età romana), secondo uno sviluppo che coincide
perfettamente con la cronologia. La località di San Lorenzo, infatti, prende il
nome dalla omonima abbazia benedettina del VII-VIII sec., ancor oggi
apprezzabile nelle sue forme romanico-gotiche, che svolse un ruolo strategico
nell’organizzazione della vita sociale ed economica di questa zona, quando le
popolazioni delle città romane di fondovalle come Suasa furono costrette a
trasferirsi in alto per potersi difendere più agevolmente dalle scorrerie e dai
disordini seguiti alla crisi dello stato romano, fenomeno che ha consentito la
conservazione, interrata, degli insediamenti di piano fino ai nostri giorni.
Il museo di Castelleone di Suasa, di recente allestimento, consente un primo
approccio alla visita en plein air e conserva alcune pitture parietali,
staccate, in stile pompeiano con diversi motivi di tema teatrale, forse per la
vicinanza dell’anfiteatro, una testa di Augusto ed altri reperti trovati durante
gli scavi che confermano l’esistenza di un ambiente raffinato e di una certa
agiatezza.
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