Cupramontana

Museo Internazionale dell'Etichetta del Vino
Frazione Poggio Cupro - via Interno Poggio Cupro, 13
tel. 0731 781262

25-28 marzo: 15-19
29 marzo-30 giugno e 1 settembre-31 dicembre: sabato e domenica 15-19
1 luglio-31 agosto: venerdì, sabato e domenica 17-20 sabato anche 21-23

chiuso il 1 maggio, 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio 2006

Per aperture straordinarie rivolgersi al Numero Verde 800.439.392

Intero € 2,00; Ridotto Famiglia (due adulti + minorenni) € 5,00; Ridotto minori di 18 anni, oltre 60 anni, scolaresche, gruppi e convenzionati € 1,50; Gratuito minori di 6 anni

laboratorio didattico

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links:
museionline - turismo.marche - cadnet - archeomarche - provincia di ancona -

La dea Cupra era una divinità della fertilità. Da un antico insediamento piceno dove sorgeva un tempio alla dea Cupra si è probabilmente sviluppata la città di Cupramontana, oggi nota per la sua abbondante e qualificata produzione vitivinicola e per i paesaggi del grande incisore marchigiano Luigi Bartolini (l’autore di Ladri di biciclette, il libro, non il film di De Sica) che qui nacque nel 1893.
Il vitigno Verdicchio fu utilizzato prima dagli Etruschi e fu poi perfezionato dai Galli Senoni che abitavano nella vicina Senigallia. Niente di strano quindi se in queste valli esso si è ben acclimatato tanto da produrre uno dei vini bianchi (anzi verdi) più noti, il Verdicchio dei castelli di Jesi che si differenzia da quello di Matelica, entrambi doc, per un carattere meno aromatico.
Nonostante tuttavia la sua lunga storia, il Verdicchio ha assunto solo con le tecniche della produzione industriale moderna una sua qualità enologica e la sua fama, nella tradizionale bottiglia ad anfora progettata dall’architetto milanese Antonio Maiocchi che per tanti anni ha significato il “bianco” come il fiasco ha fatto per il rosso.
A pensare a un museo delle etichette a Cupramontana non è stato però un enologo o un produttore, ma un critico d’arte, Armando Ginesi, che lo ha avviato nel 1987 avvalendosi della ricca collezione (oltre centomila pezzi) di Franco Rossi, normalmente ospitata nell’antico Palazzo Leoni della città, ma da poco tempo trasferita provvisoriamente, per lavori di restauro, nella Frazione Poggio Cupro, piccolo castello con struttura muraria medievale restaurata nel Cinquecento.
Le etichette (non tutte centomila ovviamente) sono disposte in espositori secondo percorsi tematici: c’è la sezione storica con esemplari che risalgono al secolo scorso (ma le etichette c’erano già sulle anfore che conservavano i vini romani), quella artistica che raccoglie esemplari di artisti non sempre destinati alla commercializzazione, e quella geografica con etichette da vini di tutto il mondo.
Se non si è già un po’ alticci per qualche degustazione (diverse a Cupramontana le cantine di produttori accessibili anche con orari molto comodi), c’è di che ubriacarsi. Si può cominciare con le prime etichette dei Chateau Lafite e del Chateau d’Yquem, il vino forse più leggendario, per passare alle serie inaugurate da Mouton Rotschild, a partire dal ’45, e dedicate ogni anno a un grande artista. Seguono le serie con gli animali, le etichette commemorative, quelle con le automobili, con gli stemmi araldici, per finire con l’iconografia femminile e persino quella erotica, come accade per la Cuvée Erotique Cotes du Rhone, la Cuvée Sexy, la Cuvée Libertine.