Maiolati Spontini

Museo "Gaspare Spontini"
via G. Spontini, 15, tel. 0731 704451
conservatore: dott. Marco Palmolella - e-mail
conservatoria@virgilio.it

25-28 marzo: 15-19
29 marzo-30 giugno e 1 settembre-30 dicembre: sabato e domenica 15-19
1 luglio-31 agosto: venerdì, sabato e domenica 17-20 sabato anche 21-23
chiuso il 1 maggio, 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio 2006

Per aperture straordinarie rivolgersi al Numero Verde 800.439.392
 

Intero € 2,50
Ridotto Famiglia (due adulti + minorenni) € 6,00
Ridotto minori di 18 anni, oltre 60 anni, scolaresche, gruppi e convenzionati € 1,50
Gratuito minori di 6 anni

laboratorio didattico

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links:
museionline - turismo.marche - gasparespontini.com - fondazione pergolesi-spontini - provincia di ancona

Maiolati è storicamente uno dei castelli di Jesi, la città dove era nato il grande musicista Giovan Battista Pergolesi (Jesi 1710 - Napoli 1736), principe della scuola napoletana. Ma, dal 1939, forse per competizione con l’antico capoluogo, Maiolati ha legato al proprio nome quello del suo concittadino più illustre, il grande musicista Gaspare Spontini (1774-1851) che fu per molti anni un faro della musica europea, direttore dell’Opera Italiana a Parigi e compositore ufficiale dell’età napoleonica (che celebrò con il Fernando Cortez nel 1809), e poi, dopo la restaurazione, primo maestro di cappella e sovrintendente alla musica di Federico Guglielmo III di Prussia, a Berlino, dal 1820 al 1840.

Come era già accaduto per Rossini, Spontini, alla sua morte, lasciò erede della propria fortuna la città natale, dove aveva già creato un Monte di pietà e un’Opera Pia che ancora oggi portano il suo nome. Maiolati vive ancora oggi nel culto di questo genio della musica, noto per il suo carattere difficile e per il fascino che aveva colpito anche Wagner, che rimase profondamente influenzato dalla capacità drammatica e dalla forza della musica spontiniana.

Al centro di Maiolati, proprio di fronte all’Opera Pia a lui intestata, sorge ancora oggi la casa nella quale Spontini si ritirò nel 1850, rientrando in patria con grande pompa e colmo di onoreficienze, tra le quali quella di conte di Sant’Andrea concessagli da papa Gregorio XVI (lui di modeste origini), per il quale aveva lavorato a un progetto di riforma della musica sacra, e di membro dell’Academie Française (con la divisa della quale volle farsi seppellire). Essa è oggi una casa museo di grande suggestione nei suoi tre piani che si visitano con piacere, ascoltando in stereofonia le note de Li puntigli de le donne, l’opera con la quale Spontini aveva esordito a Roma nel 1796.
I suoi strumenti, il salotto, la camera da letto, i ritratti di famiglia, alcuni dei costumi delle sue opere più importanti, documenti e riproduzioni ricostruiscono la storia personale di questo artista che attraversò in carrozza la storia e la cultura europea del suo tempo.
Un bel medaglione di Antonio Canova orna il suo monumento funerario nella vicina chiesa di San Giovanni dove fu tumulato dopo l’imbalsamazione, nel corso della quale il cuore venne estratto dal corpo e consegnato senza pietà alla moglie Maria Caterina Celeste Erard, figlia di uno dei più noti costruttori francesi di arpe, che gli sopravvisse ben ventisette anni. Cose che capitavano ai geni conclamati dell’età romantica.


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