Montecarotto

Museo della Mail Art
piazza del Teatro - tel. 0731 89495 - Numero Verde 800439392

chiuso per lavori

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Mons Arcis Ruptae, ovvero Monte della Rocca distrutta, questa sembra essere la denominazione da cui etimologicamente deriva il nome di Montecarotto. La rocca in questione, alla sommità del colle, fu distrutta intorno all’anno Mille durante un’imprecisato episodio bellico, lasciando il posto all’odierna Chiesa della Collegiata, punto di riferimento visivo, insieme alla dirimpettaia chiesa di San Francesco, dell’intero abitato.
La struttura urbanistica del centro storico di Montecarotto, che conserva tuttora la sua dignità, in certi punti monumentale, è rimasta sostanzialmente inalterata; contenuta entro una cinta muraria cinquecentesca, con torrioni e mura in gran parte ben conservate.
Nelle sale di uno dei palazzi gentilizi del paese, nell’aprile del 1985 è stato inaugurato il Museo della Mail Art, nato per raccontare la storia della società marchigiana attraverso le incisioni dei più importanti artisti della regione, ma aperto anche ad accogliere le opere degli artisti contemporanei.
Nacque così l’idea di un Museo dedicato alla Mail Art, cioè a quelle espressioni artistiche veicolabili attraverso il servizio postale. Un contributo fondamentale ispirato al concetto di scambio che ispira la filosofia di questo museo sui generis lo diede l’artista Ernesto Treccani di passaggio a Montecarotto, che produsse, con spirito pionieristico, un’incisione da inviare come scambio ai principali artisti del mondo che volessero contraccambiare, dando al museo un tocco di internazionalità. Oggi il museo, oltre a possedere importanti incisioni di artisti marchigiani come quelle di Orfeo Tamburi con i paesaggi di Roma e di Parigi; sei grandi incisioni di Pericle Fazzini, (fra le quali quella relativa al Cristo della sala Nervi in Vaticano) e le “Carte Lauretane” di Arnoldo Ciarrocchi, conserva opere di Sepo, Zauli, Zavattini, Borgonzoni e di numerosi stranieri coi quali intrattiene una fitta corrispondenza.

Attualmente una parte della collezione è stata allestita presso gli spazi espositivi del Teatro Comunale, casalinga versione di teatro alla francese, inaugurato nel 1877, con decorazioni del pittore senigalliese Giulio Marvardi, locali che già da soli valgono una visita a Montecarotto.