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Serra
San Quirico
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Cartoteca
Storica delle Marche
ex Convento Santa Lucia, Via Marcellini
tel 0731 86122 - Numero Verde 800439392
25 - 28 marzo
15.00-19.00
29 marzo-30 giugno
e 1 settembre-31 dicembre
domenica 10.30-12.30 / 15.30-18.30
1 luglio-31 agosto: venerdì-sabato-domenica
17.00-20.00 sabato anche 21.00-23.00
chiuso il 1
maggio, 25 dicembre e 1 gennaio 2006
Per
aperture straordinarie rivolgersi al Numero Verde 800.439.392
chiuso il lunedì
Ingresso: € 2,00
Ridotto: Famiglia (due adulti + minorenni): € 5,00
gruppi, convenzionati, scolaresche, minorenni e oltre 60 anni: € 1,50
Gratuito: minori di 6 anni
laboratorio
didattico
visita
la galleria delle immagini
links:
museionline -
provincia di ancona -
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Nel XIII secolo esisteva già a
Serra San Quirico una chiesa di Santa Lucia collegata a un convento dei padri
Silvestrini, l'ordine fondato dall'osimano San Silvestro Guzzolini (1177-1267).
La chiesa fu completamente distrutta da un terremoto nel 1650 e ricostruita in
forme e arredi di gusto barocco, del quale è una delle più significative
testimonianze marchigiane.
Il
vicino convento del XVIII secolo, ora di proprietà comunale e in restauro,
ospita tra le altre cose la "Cartoteca Storica delle Marche", piccolo museo
dedicato alla storia della cartografia marchigiana. Si tratta di una collezione
di circa centocinquanta carte a stampa (incisioni su rame e acqueforti
acquerellate), pressoché completa, dei documenti che dal XVI secolo in poi hanno
documentato l'evoluzione del territorio e delle città marchigiani entro lo Stato
Pontificio.
Si possono vedere le carte delle antiche province, la "Marca Anconitana e
Fermana" e il "Ducato di Urbino", poi donato al Papa dall'ultimo Duca nel 1631,
cui seguirono le sei Legazioni pontificie che precedettero le attuali
circoscrizioni amministrative (che hanno accorpato Urbino con Pesaro e Fermo con
Ascoli Piceno).
La riproduzione fedele di un bel globo del padre Vincenzo Coronelli (Venezia,
1658-1718) decora la terza sala della Cartoteca, dedicata ai pezzi del XVII e
XVIII secolo tra i quali i tre fogli della prima carta del territorio dello
Stato Pontificio messa a punto con una spedizione geografica attraverso lo Stato
condotta dai padri gesuiti Ruggero Giuseppe Boscovich e Cristopher Maire (1755).
La storia, come si dice, si ripete: nel convento che aveva visto la coltivazione
di una spiritualità come quella silvestrina, particolarmente legata al
sentimento mistico della natura, tanto da favorire lo sviluppo di una scuola
cartografica importante nel vicino convento di Monte Fano di Fabriano, attiva
nel Seicento, si possono oggi ammirare queste carte delle antiche Marche, un
genere che fu espressione, tra XVI e XVII secolo, di una scienza per metà
fondata sul metodo astronomico-matematico e per metà ispirata da principi
religiosi e teologici.
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