Staffolo

Museo dell'Arte del Vino
via G. Marconi - tel. 0731 771040

25-28 marzo: 15-19
29 marzo-30 giugno e 1 settembre-31 dicembre: domenica 10.30-12.30 e 15.30-18.30
1 luglio-31 agosto: venerdì, sabato e domenica 17-20 sabato anche 21-23
chiuso il 1 maggio e 25 dicembre e 1 gennaio 2006

Per aperture straordinarie rivolgersi al Numero Verde 800.439.392

Intero € 2,00
Ridotto Famiglia (due adulti + minorenni) € 5,00
Ridotto minori di 18 anni, oltre 60 anni, scolaresche, gruppi e convenzionati € 1,50
Gratuito minori di 6 anni

laboratorio didattico

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links:
museionline - turismo.marche - provincia di ancona

A 441 metri sul livello del mare, non lontano da Cupramontana, Staffolo è un’altra capitale del Verdicchio. È un bel centro storico, molto ben conservato, circondato dalle antiche mura sulle quali si innalza il torrione del XIV secolo voluto dal cardinale Egidio d’Albornoz, cui si deve a metà del Trecento la riorganizzazione complessiva del territorio marchigiano e la sua sottomissione al potere dei papi.
Che il vino vi fosse prodotto in buona quantità e qualità sin da quei tempi lo dimostrano gli ozi che si concessero, nel 1354, le bande del terribile Fra Moriale che qui rimasero per un bel po’ di tempo dopo avere saccheggiato il paese. Tutto intorno si ammira uno splendido paesaggio agrario che si interrompe sulla cinta muraria come in un dipinto di Luca Signorelli.
Lungo le mura il Comune ha allestito un’enoteca storica e un museo dell’arte del vino caratterizzato dalla esposizione di alcuni strumenti della tecnica enologica di un tempo: tini, botti, pigiatrici e un rarissimo torchio in quercia (detto “frisculu”) del 1695.
Il torchio potrebbe a buon diritto essere rappresentato sullo stemma civico, ma non solo per la tradizionale funzione vinicola così diffusa a Staffolo. Sembra infatti che un altra grande famiglia di maestri del torchio, i Manuzio, principi delle edizioni umanistiche veneziane del XV secolo, avesse origini staffolane e un suo ramo, a metà Seicento, finì per trasferirsi da queste parti in una casetta che dà ancora il nome alla piazzetta “Manuzio”.
Un altro “Maestro di Staffolo”, non vinificatore ma altrettanto alchimistico mescitore di colori, è il seguace di Gentile da Fabriano autore di una Madonna con bambino e santi nella parrochiale di S. Egidio, nell’antico borgo medievale.